“AMORE: UN TRAM CHE SI CHIAMA … DESIDERIO”

La conoscenza è propedeutica alla comunicazione intra-personale

Come si forma il desiderio!?  Il desiderio nasce in funzione del PIACERE.

Il PIACERE in quanto facoltà del vivente, esiste perché funzionale al benessere e alla sopravvivenza dell’essere umano. Esso a tale scopo innesca una condizione di gratificazione e di ambiente favorevole alla procreazione e quindi alla sopravvivenza della specie.

Perché si produca il desiderio occorre che entrino in ballo dei neurotrasmettitori (dopamine!?) e dei neuro modulatori (ossitocine). Queste sostanze vengono prodotte dall’organismo creando un contesto biologico adatto a far crescere una tensione verso qualcosa o qualcuno.

Quando il desiderio si forma, automaticamente si genera la spinta, lo stimolo, l’ andare verso l’oggetto o il soggetto del desiderio. Cioè andare verso la fonte o il contesto o il referente  del piacere, e a tal fine entrano in gioco la mediazione sensoriale che si attua attraverso la stimolazione uditiva, tattile, visiva di ciò che udiamo, vediamo e tocchiamo.

Più aumenta la quantità e la qualità del piacere, più aumenta anche il desiderio istaurando un circolo “vizioso” che migliora  e accresce i risultati di gratificazione ed efficienza in una spirale in cui la natura ha provveduto a mettere un traguardo, un”acme” altrimenti saremmo costretti  in    un’ immaginario inferno dantesco dove i cosiddetti “peccatori”, nello scontare le loro pene, erano obbligati a reiterare all’infinito ciò che in vita costituiva la loro colpa; cioè, i golosi a mangiare di continuo, i lussuriosi a fornicare di continuo, e così via.

Ritornando al contesto biologico dei neurotrasmettitori una volta attivati, potremmo dire che inizia la caccia all’ endorfine, che sappiamo essere gli ormoni del piacere, quindi, deputate alla gratificazione della nostra innata necessità di “godere” dell’oggetto del desiderio, avendo anche,  la possibilità di accrescere il suo gradiente. Se abbiamo fame mangiando gratifichiamo il SENSO di fame.  Se in questo esercizio del mangiare ci cibiamo con gusto di un piatto preferito, il gradiente di gratificazione salirà e sarà in grado di aumentare fino al traguardo imposto dal metabolismo individuale.

E’ da sottolineare ciò che è normalmente sotteso: l’essere umano gode di una condizione particolare, che lo rende diverso.  Partendo dalla definizione e configurazione del DESIDERIO possiamo concepirlo e concettualizzarlo in due modi che possono tranquillamente convivere  ed esprimersi, all’interno dello stesso contesto individuale e soggettivo, ma  viverlo anche separatamente:

Desiderio come piattaforma psichica dell’Amore inteso come AFFETTIVITÀ;

Desidero come piattaforma biologica Dell’ Amore inteso come EROS, che nell’essere umano non ha limiti temporali come gli altri esseri viventi.  Ed è proprio in quest’ultimo concetto che l’uomo incontra la sua diversità nella natura.

Mariastella Previtera, 2012

 

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