Onestà, lealtà, onore … parole obsolete e vuote per difetto di comunicazione o per deterioramento dei contenuti?

§ Onestà, lealtà, onore …           parole obsolete e vuote per difetto    di comunicazione o per deterioramento dei contenuti?      

A proposito  dell’onestà Luigi Pirandello ci ha lasciato un suo scritto che ha avuto tantissime riletture teatrali: “Il piacere dell’onestà”.

Egli parla attraverso il protagonista, facendogli compiere un “viaggio” attraverso un comportamento dapprima opportunista, qual è all’inizio della storia,  poi sempre più volto a fargli considerare gli aspetti positivi del fare e del parlare onesto; egli si accorgerà alla fine di quanto può essere gratificante darsi all’esercizio dell’onestà.

Chiediamoci se oggi questo viaggio è ancor possibile.

Se un tempo sapevamo in quale ambito si potessero esprimere queste qualità  (onestà, lealtà, onore) oggi l’identità di queste parole risulta alquanto sbiadita tale da farci perdere i loro confini (identitari) e proiettarci nella convinzione che ogni uomo ha  il suo prezzo cioè che ogni uomo è in fin dei conti corruttibile.

Ne viene di conseguenza che l’onestà, e con essa la lealtà e l’onore,  ha perso il senso che lo teneva ancorato ai tempi passati per cedere il passo a nuovi valori.

Oggi potremmo nella stessa maniera, cioè riconoscendogli il senso ed il valore che le appartengono, riferirci al sentimento della solidarietà.

Tutti sanno cosa intendiamo dire quando ne facciamo menzione.  La solidarietà viene  percepita e considerata come un sentimento che non solo ha riscontro sociale  ma che crea soddisfazione e quindi gratifica chi la esercita.

Prima di procedere oltre è bene tracciare un distinguo tra le parole: emozione e sentimento, due termini che consideriamo alla stessa stregua, spesso usando l’uno come sinonimo dell’altro e non è così.

Il senso o sentimento è uno stato che può cambiare la sua natura nel tempo mentre l’emozione (aggressività, paura, affettività…) è uno stato che rimane uguale a se stesso nel tempo e che può variare solo nell’ intensità.

I sentimenti sono legati al contesto culturale che le accoglie, quindi possiamo dedurre che un sentimento così come può divenire espressione   e prerogativa del suo tempo può anche “invecchiare” quindi decadere ed essere sostituito da altri valori più consoni a società diverse da quelle passate.

Però questo non vieta che un sentimento abbia risvolti emozionali, anzi.Ad esempio, a proposito del sentimento di solidarietà nel caso che si       assista a fenomeni contrari o omissivi, quali un comportamento egoistico    di taluni, si può ingenerare/ scatenare un moto di rabbia, aggressività (ostilità) in chi vi assiste.

Uscendo dalla logica  dell’etica e della morale, e si vuol tener conto, invece degli aspetti funzionali cioè di quanto un sentimento può giovare a se    stessi e alla società, la solidarietà acquista un enorme “valore” nel   contesto   storico-economico contemporaneo, perché innesca comportamenti altruistici e quindi coesione sociale, a fronte della disgregazione dilagante vedi guerre, contestazione, processi mediatici, disonestà intellettuale ecc.  inibendo comportamenti  auto ed etero lesivi di cui i media riempiono  di giorno in giorno le loro pagine. Anche se, a volerla dire tutta, oltre la solidarietà si dovrebbe ricorre anche ad altri valori di  grande spessore per arginare quanto accade in questi momenti nel mondo.

Ora più che mai bisogna ridare un valore e un senso definito ai “valori” detti così da sempre  e che il tempo con i suoi corsi e ricorsi storici ne ha snaturato e svilito il significato a tal punto da non avere più argomenti per riconsegnarli alle generazioni contemporanee e future.

E’ come se i sentimenti dovessero essere intrinseci alla natura umana e   per questo motivo ritenere superfluo raccontarne la natura ed il significato. Ma non è così! Dobbiamo invece farci portatori sani di valori autentici e divulgatori consapevoli di quanti e quali valori possono essere utili e positivi per l’umanità in tutte le sue espressioni etniche.

Abbiamo visto che esiste una correlazione precisa tra sentimenti ed il qui   ed ora e che il valore di essi dipende da quanto essi sono funzionali al  nostro benessere, al benessere collettivo nelle società in cui vediamo protagoniste le nuove generazioni, in fervida attesa di un nuovo “ricorso” storico. (Mariastella Previtera, ottobre 2014)

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