STRESS E COMUNICAZIONE

 

   Parlare oggi di comunicazione significa esprimersi riguardo un fenomeno talmente vasto  e imponente da essere oggetto di studio di numerosissimi pensatori e di molteplici discipline.

A  partire dalla  filosofia ,  la comunicazione,  ha interessato  via  via  la linguistica, l’etologia,  la sociologia,  la psicologia,  e l’informatica  tant’è che  nel 2000 la Sapienza di Roma ha deliberato l’istituzione della prima facoltà di Scienze della comunicazione sorta presso un’università statale.

E’ evidente che tanto interesse dimostra  quanta parte della nostra esperienza e della nostro vivere quotidiano siano condizionati da  questo evento che ci deve porre in maniera attuale ed efficiente in relazione con il modo esterno e con gli altri esseri viventi.  E’ chiaro che quel che più ci interessa è stabilire quali e quanti canoni bisogna tener conto affinché la comunicazione abbia successo.

Semplificando, possiamo dire che il nostro modo di comunicare abbia sortito sempre e comunque un valido effetto, che siamo riusciti sempre ad esprimere e/o partecipare agli altri quello che avremmo voluto. Possiamo dire che le emozioni che volevamo trasmettere erano proprio quelle che sentivamo?

Ovviamente queste defaillances nella comunicazione non sono assolutamente auspicabili sia nell’ambito relazionale della vita personale, sia in quello della vita professionale. Non si farebbero molti progressi ne nell’una ne nell’altra!

Lo strumento principe della comunicazione è la parola. E con essa noi ci  avvaliamo  anche dello sguardo degli occhi, di un cenno del capo, dell’espressione del viso, della postura del corpo … per esprimersi.

Però, ostentare un sorriso  a 32 denti e in contemporanea torcersi di continuo le mani o toccare convulsamente gli oggetti a portata di mano, possono comunicare uno stato di tranquillità?

Possono comunicare accoglienza, per altro, le braccia tenute serrate contro il petto?  … E così via.

L’inconciliabilità di queste azioni,  parlato,  gestualità e postura,inevitabilmente provoca l’insuccesso dell’intenzione comunicativa e quindi, di una valida interazione interpersonale.

Certo, si potrà mantenere un controllo continuo su queste dinamiche ma quale garanzia abbiamo che nel tempo non si ripresentino.

Cosa ci può accadere, quindi, se non di trovarci in una condizione permanente di stress o di malessere?                                          (Mariastella Previtera, 14.10.2015)

MyBlog: Stress e comunicazione                                                              Categoria: la comunicazione

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