LA COMUNICAZIONE NON È SOLO PREROGATIVA DELLA SPECIE UMANA

 

 

 

 

“Strategie della natura: mimetismo, morfologia,  proprietà organolettiche… sono forme autentiche di comunicazione.”

Il fenomeno per cui un organismo vegetale emette segnali visivi (estetici), tattili, olfattivi per palesarsi ad altri organismi viventi è un fenomeno adattativo.  Lo scopo è quello di garantire la conservazione e la sopravvivenza della specie.Ogni specie, compresa quella umana, si adopera in tal senso in momenti e in maniere diverse.

Le piante fanno sfoggio di fiori, i più diversi e i più colorati per attirare gli insetti al fine di innescare l’impollinazione, gli animali sfoggiano livree e corteggiamenti i più appariscenti per avviare la riproduzione.

Prendiamo ad esempio ciò che avviene sulle piante da frutto.                         Lo stratagemma che usano tali piante per attrarre,  è quello di produrre frutti che siano di aspetto smagliante, di forma visivamente gradevole, che siano piacevoli al tatto e che abbiano un contenuto invitante.

Tale seduzione (da: se ducere, lat. → condurre a sé) fa sì che il frutto sia mangiato e che i semi siano restituiti e ridistribuiti sul territorio in luoghi diversi da quelli originari.

La natura è preesistente alla comparsa del genere umano quindi si può ipotizzare che l’uomo abbia in qualche modo tratto ispirazione da  essa  per  modulare  i  suoi  comportamenti  legati alla conservazione e alla riproduzione modulandoli, certamente, in maniera a sé congeniale, ma che vadano comunque a colpire la percezione sensoriale dell’individuo di genere diverso.

Infatti l’uomo attiva la produzione di ormoni (feromoni), adotta un corteggiamento adeguato, un abbigliamento appariscente, ecc …. stimolando così, l’olfatto, la vista, l’udito  (voce: parola~ canto / serenate) quindi gli organi sensoriali del soggetto da sedurre. In generale, tutte le volte che un “individuo” vuole segnalare la sua presenza da luogo ad un tipo diverso di comunicazione.

La comunicazione, è bene dirlo, è un fenomeno diverso dal fenomeno informazione.Nel caso in cui la segnalazione è unidirezionale abbiamo una trasmissione di informazione. Nel caso in cui la segnalazione è bidirezionale o poli-direzionale si genera un’interazione cognitiva.

Un fenomeno interattivo per sua natura non può essere unidirezionale.  Per questo ci troviamo di fronte ad un evento comunicativo e non informativo. 

Ad esempio un frutto maturo al punto giusto, con proprietà organolettiche stimolanti interagisce inducendomi a mangiarlo e quanto meno mi     suggerisce di riprodurlo coltivandolo, così facendo io mi sono nutrita e la pianta si è garantita la riproduzione della sua specie.

E’ una maniera silente di comunicazione ma pur sempre comunicazione. Del resto anche noi umani usiamo comunicare attraverso il gesto quando la parola è assente o non basta.

Mi piace sottolineare, per concludere,  che la specie animale, compreso l’uomo, è  l’unica  in  grado  di  generare   una comunicazione interattiva, e quindi adattiva, in tempi brevi.

.Potremmo anche dire che l’uomo (moderno) può adattarsi tempestivamente  mentre  la  natura  ha  bisogno di  tempi lunghissimi.

L’uomo  moderno  dispone  oltre  che  di  intelligenza  anche  di  strumenti “intelligenti” di cui la natura (sia vegetale che animale) è priva. Mi riferisco alla tecnologia, alla biologia, alla medicina,  alla fisica ecc. e a tutte le conseguenze a cui hanno dato adito, dalla industrializzazione, alla scoperta dello spazio e dell’infinitamente piccolo e a tutte le applicazioni che la scienza ha saputo coniugare e creare dalle scoperte effettuate.

Ma per tener fede al progetto che è pura essenza della vita (filogenesi) e dell’individuo (ontogenesi), non si possono ignorare i suoi obiettivi: la conservazione e la riproduzione della nostra specie.  

(Mariastella Previtera 10/11/2015)

da MyBlog : La comunicazione non è solo …                                            Categoria: La comunicazione.

 

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